Musa d’Oriente fans club

Marco Gonnelli racconta la sua pupilla.

Come da tradizione appena finisce la stagione estiva varesina inizia quella autunnale milanese e quest’anno c’è stato un filo conduttore che ha accomunato i due ippodromi, Musa d’Oriente.

La statuaria femmina di Marco Gonnelli ha siglato nel pomeriggio di apertura il Premio Bessero e a Varese è scoppiato un tifo quasi calcistico. La sua proprietà è formata da un gruppo di quattro amici i quali si ritrovano la mattina in scuderia, bevono insieme il caffè, leggono il giornale, discutono delle corse, vanno a vedere i cavalli lavorare e tutti all’ippodromo quando Musa corre. Per questo in sede di premiazione a San Siro c’era chi piangeva, chi soffriva di palpitazioni e chi non smetteva più di sorridere, questa cavalla regala emozioni forti ogni volta che vince!

L’anomalia è comunque lei, una cavalla che ad otto anni suonati va più forte che mai, ed il merito è da riconoscere al suo allenatore, Marco Gonnelli, il quale ripercorre con noi il tragitto che ha condotto Musa a questi livelli. <Fu acquistata alla fine dei tre anni, la mattina in cui avrebbe corso una reclamare a Varese, da favorita, ed era quella da battere per una mia allieva: il proprietario disse “compriamola così facciamo primo e secondo”. Così fù e Musa vinse per noi. In precedenza era stata provata in siepi era persino caduta in corsa, insomma sembrava fosse proprio una cavalla modesta. Caratterialmente era schizzata, sapevamo che dormiva in paddock perché distruggeva il box infatti noi le abbiamo tenuto per due anni una pressa di paglia intera nella lettiera affinché non calciasse. Una volta però è riuscita a sfondare la porta, è scappata dalla scuderia e l’abbiamo ripresa in mezzo ai rovi del tondino. Ha messo la testa a posto progressivamente, c’è voluto almeno un anno e mezzo. Verso la fine dei cinque anni si è fratturata la terza falange di un anteriore, pensavamo non tornasse più la buona cavalla da handicap che era diventata ma con l’escamotage di una ferratura speciale siamo riusciti a recuperarla e ha cominciato ad andare ancora più forte. Si è ulteriormente calmata, ora è fredda sia al tondino che alle gabbie, e tutto il suo potenziale lo esprime in corsa. Una volta correva da dietro mentre ora le piace partire e camminare perché con il primo parziale fa selezione e ne tiene ancora due da spendere in corsa, uno agli 800 e l’altro ai 400 finali. Si adatta a vari metraggi, da 1200 a 1600, ideali i 1500, fa bene la pista dritta ma con la curva riesce a respirare e a fare qualche metro in più. Ad oggi vince 260mila euro senza il premio aggiunto. Ha siglato il Royal Mares per due anni a fila, terza quest’anno battuta da due straniere ma comunque davanti alle italiane, due volte a seguire il Premio Bessero, più il quarto del 2017, seconda e quarta in due edizioni del Cumani, corsa di Gruppo3; diciamo che ha sempre dato parecchie soddisfazioni. Prossimo impegno il Cumani 2019, con la speranza di battere le straniere senza spendere i parziali in anticipo come l’anno scorso. Luca Maniezzi è il suo partner ideale perché ha sempre avuto buon feeling con i cavalli di testa ed in particolare con lei. Nella routine di tutti i giorni è una cavalla normale, esce con gli altri ma galoppa da sola e non bisogna mai allentarle la pressione perché è grossa e tende ad ingrassare: mangia più di un maschio! La cosa eccezionale è che non vede un veterinario da almeno due anni, in pratica da quando ha risolto la frattura! Con l’avanzare dell’età ha iniziato però a patire le lunghe trasferte e a sentire la corsa, cerchiamo di non farle capire fino all’ultimo che deve correre perché appena entra in “modalità corsa” inizia a ballare e a stressarsi: domenica l’abbiamo caricata sul van alle 15.30 da Varese per correre a Milano alle 18,20! Abbiamo varie offerte circa il suo ritiro in razza ma sinceramente non riusciamo a capire i limiti di questa cavalla. Domenica ci ha impressionati, a otto anni ha conseguito il proprio record cronometrico di 1.34 sui 1600 metri, con parziali intermedi pazzeschi: abbiamo dunque varie opzioni da valutare ma per ora continua a correre>.

Coccole mattutine per Musa d’Oriente.
Sopra Musa d’Oriente che batte Party Goer nel Premio Pietro Bessero a Milano.

Musa d’Oriente è sicuramente il fiore all’occhiello del Team Gonnelli ma non è di certo casuale che Marco sia in cima alla classifica parziale degli allenatori per le vittorie conseguite sulla piazza di Varese davanti ai grandi nomi di Botti e Grizzetti. <Penso che il nostro sia un lavoro nel quale bisogna avere parecchia cura dei particolari e per riuscirci devi essere in scuderia sempre. A rovinare un cavallo non ci vuole niente! Personalmente non ho i proprietari che mi portano alle aste ad acquistare i puledri più belli, da me arrivano i figli delle fattrici che gli amici tengono per affezione, o quelli che eliminano i miei colleghi. Quando arriva un cavallo da corsa spesso è il riciclo dagli scarti di altre scuderie o un acquisto a prezzo modico all’asta dei soggetti in attività. Per recuperarli bisogna dare loro il tempo di rimettersi in forma e una volta acquisita la mantengono nel tempo. Mi piace tenere i cavalli sulla paglia o sulla carta, come in Inghilterra, per evitare problemi di respirazione anche se con l’aria buona di Varese, paragonabile a quella di montagna, ho visti cavalli guarire dagli attacchi emorragici. Abbiamo il vantaggio di una buona pista di allenamento in sabbia che viene mantenuta perfettamente tutto l’anno proprio perché ci si corre tutto l’anno. In inverno ad esempio i miei cavalli galoppano alle 7 del mattino perché viene distribuito il sale per non fare gelare il manto in previsione delle corse. E poi non abbiamo limiti di orario. In estate non fa mai caldo come a Milano, i cavalli riposano bene di notte, e ci sono pochissimi insetti. Ricordo il vecchio Tellini che da giugno a settembre portava Morigi a Varese a rigenerarsi e a rifinire la preparazione in previsione della riapertura di San Siro. Altri grandi allenatori del calibro di Benetti o Turner trasferivano qui i loro allievi in estate, per non parlare di Bruno Grizzetti che con i cavalli allenati su questa pista ha vinto parecchie corse di Gruppo sia in Italia che all’estero. Il nostro non è un ippodromo di serie C!>.

Liliana Pennati in collaborazione con Trotto&Turf