2020 bye bye

Jacopo D’Elia per l’ultima riunione dell’anno

L’ultima giornata del 2020 vede in programma 5 corse tra le quali spicca, in chiusura, la prova riservata ai gentlemen riders e alle amazzoni, il Premio Crocus, abbinato al palinsesto dell’Ippica Nazionale e valevole come II Tris. 16 concorrenti al via sui 1400 metri del tracciato in sabbia. La nostra base, almeno piazzata, è Rapture, cavalla dura da far vincere ma che fa sempre il suo e in una prova dove ci sarà sicuramente andatura proverà a piazzare il suo finish. Corsa apertissima che ha in Saky Martino un altro protagonista annunciato dopo l’ultima prestazione prealpina, il 15 di steccato però è un fattore di grosso svantaggio per un soggetto che ama correre in testa, vedremo. A completare la terna c’è senza dubbio Mr Business, le due corse di rodaggio nelle gambe lo avranno portato in condizione ottimale per far bene. Le sorprese sono dietro l’angolo e segnaliamo Inaspect, Balsamina e Joenna.

Ad aprire il pomeriggio il Premio Lilium, un handicap per sole femmine sui 1950 metri. Angry Duffy è la cavalla da battere per tutte: si rivede dopo 7 giorni dal terzo posto ottenuto su distanza un filo lunga ma in precedenza, su questo metraggio, aveva fatto il vuoto. Su quella performance rimane bene in corsa Korinto, che recupera qualche chilo alla rivale, piace Volte Alte, vista in palla sul tracciato, bene a ruota anche Petite Malle e Ida Chicken.

Nel Premio Iris fari puntati su Goldfinger: dopo l’ottimo piazzamento ottenuto in categoria superiore merita il ruolo di favorito. Gli avversari non mancano ad iniziare da Ostentation, una cavalla ancora molto verde che aveva vinto sulla pista per poi essere ritirata successivamente. In alto si rivede sulla pista Make Mischief, un nobile un po’ decaduto che non sta convincendo in terra sarda. Occhio a Lucky Loser, mai sceso tanto in basso e da testare su questo tipo di superficie.

Nel Premio Fine Anno si rinnova lo scontro tra i progrediti Zoben e Willy il Coyote: proprio in sabbia hanno trovato la vittoria e la giusta dimensione. C’è il vecchio lupo di Time Sky, sempre pronto a tirare fuori la zampata. Fine Dream preferirebbe correre in erba, dove sarebbe ampiamente la netta favorita, infine attenzione al pesino di Sopran Zaffira.

Tanti dubbi nella reclamare sui 1400 metri, il Premio Bucaneve. Favorito Seasonal Missile, che allunga ma dovrebbe avere ancora nelle corde il metraggio, di contro il 3 anni Nerone, ben rientrato. I punti interrogativi sono Conquenado, Gaval e l’importato Directory.

Jacopo D’Elia in collaborazione con Trotto&Turf